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The Association of Police Health and Safety Advisors was formed in 1995 and recognised by ACPO/ACPO(S) in 1996. Its objectives are:
Louis Backwell, Secretary APHSA
Email: louis.backwell@met.police.uk
Phone: 020 71610840
Fax: 020 71610802
Address: Head of Health & Safety Branch, 5th Floor East, Empress State Building, Empress Approach, Lillie Road, London SW6 1TR
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Registered by National Business Register plc
Tel: 0121 678 9000
Email: sales@anewbusiness.co.uk
NELL'EDITORIALE DEL MESE DI MARZO DI CONSTABULARY MAGAZINE IL DIRETTORE RESPONSABILE DEL MENSILE INDIPENDENTE DI POLIZIA CONSTABULARY TRATTA DELLE MALATTIE MENTALI CHE SI MANIFESTANO AGLI AGENTI DI POLIZIA CHE SUBISCONO DEI SERI TRAUMI A LIVELLO PSICOLOGICO., ESSENDO STATO LUI STESSO UN TERAPEUTA PER CURARE LE MALATTIE MENTALI PER COLORO CHE HANNO SUBITO DEI SERI TRAUMI PER ABUSO DI ALCOOL E DI DROGHE PRIMA DI DIVENIRE FUNZIONARIO DI POLIZIA DI SCOLTLAND YARD, IL DOTT. LOCKE E' ATTUALMENTE DIRETTORE RESPONSABILE DEL PIU' GRANDE MENSILE. INDIPENDENTE DI POLIZIA DEL REGNO UNITO. LO PSICOTERAPEUTA MR CHRISTOPHER LOCKE PONE IN RISALTO IL PROBLEMA CHE GLI AGENTI DI POLIZIA CHE VENGONO ADDESTRATI NELLE SCUOLE DI POLIZIA NECESSITEREBBERO ANCHE DI ESSERE ADDESTRATI A LIVELLO EMOTIVO IN QUANTO IL LAVORO CHE ESSI SVOLGONO PORTA GLI AGENTI DI POLIZIA A TROVARSI DI FRONTE A DELLE SCENE CHE POSSONO INFLUENZARE L'AGENTE DI POLIZIA A LIVELLO EMOTIVO O IN ALTRI CASI CONDURLO A DEI SERI DISORDINI MENTALI. LA SOCIETA' HA DELLE ASPETTATIVE DALL'AGENTE DI POLIZIA, COME RIMANERE CALMO IN TUTTE LE SITUAZIONI CHE GLI SI PRESENTANO POICHE' VA DI MODA LA CULTURA DEL MACHO. EPPURE IL DOTT. CHRISTOPHER LOCKE DALLA SUA VASTA ESPERIENZA DI PSICOTERAPEUTA DI MALATTIE MENTALI HA INCONTRATO DEGLI AGENTI DI POLIZIA CHE SI SONO TROVATI IN PRIMA LINEA PER DIVERESI ANNI A FRONTEGGIARE IL CRIMINE ; A SEGUITO DEI DURI IMPEGNI CHE GLI AGENTI DI POLIZIA HANNO SVOLTO DURANTE LA FASE DELLA LORO CARRIERA. ALCUNI DI LORO, ATTUALMENTE ACCUSANO DEI PROBLEMI SERI A LIVELLO EMOTIVO, ALTRI INVECE HANNO REAGITO ALLLE SITUAZIONI DI STRESS EMOTIVO IN MODO POSITIVO. COMUNQUE PER GLI AGENTI DI POLIZIA CHE SONO RIMASTI ASSENTI PER LUNGHI PERIODI DAL LAVORO A CAUSA DI QUESTI PROBLEMI PSICOLOGICI, CI SONO ATTUALMENTE DELLE TERAPIE EFFICACI PER CURARE I DISORDINI POST TRAUMATICI QUALI L'EMDR TERAPIA COMPORTAMENTALE CHE AIUTA I PAZIENTI A DISSOCIARSI DALLA CAUSA DELL'EVENTO TRAUMATICO E UN'ALTRA TERAPIA MOLTO EFFICACE E' IL PROGRAMMA NEURO LINGUISTICO NEURO LINGUISTIC PROGRAMME NLP PROGRAMMA DI TERAPIA NEURO LINGUISTICO CHE AIUTA I PAZIENTI A REINTEGRARSI NEL LUOGO DI LAVORO. MOLTI PAZIENTI QUANDO DIMESSI DAGLI OSPEDALI PSICHIATRICI TROVANO DELLE DIFFICOLTA' NEL REINTEGRARSI SUL PROPRIO LUOGO DI LAVORO,QUINDI SI CONSIGLIA A MOLTI DI LORO DI SEGUIRE DELLE PRATICHE PSICOTERAPEUTICHE NLP ED EMDR NEGLI OSPEDALI CONVENZIONATI. IL DOTT. NIC COOLING PSICHIATRA NELL'INTERVISTA RILASCIATA AL DOTT. CRISTOPHER LOCKE HA AFFERMATO CHE LA COSA MIGLIORE DA FARE E' DI AGIRE DA CONSULENZA E NON FORZARE GLI AGENTI DI POLIZIA A SOTTOPORSI A DELLE PRATICHE PSICOTERAPEUTICHE.
da EDITORIALE CONSTABULARY DEL REGNO UNITO MARZO 2004
Intervista al Dott. Christopher LOCKE Psicoterapeuta ed ex funzionario di Scotland Yard Direttore di Constabulary Magazine UK
Ciao Nicola
Al momento nel Regno Unito gli agenti di Polizia non vengono sottoposti ai test psicologici di screeening su base regolare. Sospetto che la ragione sia dovuta ai costi enormi che questi monitoraggi costerebbero all'amministrazione dell'interno del Regno Unito e anche considerando l'uscita di risultati negativi. Oggi giorno con le minaccie delle cause legali degli agenti di polizia contro i loro datori di lavoro le autorita' di polizia devono seguire delle procedure dal proteggere loro stessi e i loro agenti di polizia.
Altrettanto oggigiorno nel Regno Unito l'enorme quantita' di giorni di lavoro dovuti alle assenze degli agenti di polizia per motivi legati allo stress, puo' rusultare il motivo per il quale gli agenti di polizia del Regno Unito non vengono sottoposti allo screening di test psicologici.
Distinti Saluti
Le due terapie che prospetta, EMDR (alla lettera, Eye
Movement Desensitization and Reprocessing) e la NLP, meglio conosciuta come
PNL o Programmazione Neuro Linguistica (che conosco molto di piu') sono due
approcci relativamente recenti e, segnatamente il primo, prende spunto dalla
psicologa Nord Americana, Francine Shapiro. Nel 1987, Shapiro scopri' che
alcuni tipi di stimolazione esterna possono aiutare molto efficacemente una
persona a superare un evento traumatico o emotivamente disturbante.
Ma, ne esistono tanti di approcci oggi conosciuti (per esempio il CISD o
Debriefing per lo Stress da Incindenti Critici).
Pur non essendo, clinicamente parlando, un freudiano o comunque un ortodosso
puro, sono altresi' convinto che queste metodiche, estremamente affascinanti
per carita', hanno molti contenuti legati alla suggestione e alla
persuasione e ben pochi legami alla risoluzione di un evento traumatico.
Se, rientrando un po' nei ranghi dell'ortodossia, partiamo dal presupposto
che e' la psicoterapia ipnotica che ha dato i natali a tutte queste
''novita' terapeutiche'', allora si puo' capire il grosso fascino e utilizzo
che oggi si fa di tali metodiche.
Senza dilungarmi troppo (ci sarebbe da scrivere non un articolo, ma una
decina se non piu'), credo che il PTSD (Post Traumatic Stress Disorder)
essendo variabile da persona a persona, in funzione delle proprie
caratteristiche di personalità, del contesto sociale e degli eventi subiti
(dal 'semplice' stress ad un evento luttoso) necessita sempre e comunque un
approccio:
a) Multistrumentale
b) Multidisciplinare
Multistrumentale, perche' va associata una cosiddetta 'terapia supportiva'
(nei casi piu' soft) o una vera e propria psicoterapia cognitiva,
comportamentale, o cognitivo-comportamentale ad un approccio psicometrico
con test standardizzati (su www.osnet.it - sito ufficiale dove noi psicologi
possiamo acquistare tali test - si possono trovare svariati esempi di
strumenti applicabili alla clinica, alla psicologia del lavoro, ecc.)
Multidisciplinare, perche' in alcuni casi terapie con ansiolitici possono
essere, essendo farmacologiche, solamente prospettate da medici.
Infine, tornando alla PNL, essa si e' dimostrata molto utile nei casi legati
al marketing di un prodotto, nella gestione delle bande/gang/tifoserie, la
vendita, l'organizzazione e gli stili di leadership.
La vedo, nel mio piccolo, di forte impatto in questi settori....molto meno
in situazioni critiche di traumi.
Oltre al PTSD, esistono anche gli oramai tristemente famosi DAP (Disturbi da
Attacchi di Panico) che possono anche scatenarsi in persone che hanno visto
'fissarsi' il loro trauma nel momento stesso in cui l'hanno vissuto e
qualsiasi evento angosciante provano possono veder scatenarsi reazioni
incontrollabili di tachicardia, sudorazione, palpitazione, ecc...
Come potrai, potrete vedere, dal quadretto (ripeto assai succinto e quindi
non necessariamente esaustivo), approcciare serie, circostanziate,
specifiche problematiche, necessita l'utilizzare serie, circostanziate,
specifiche terapie psicologiche, il cui intervento, non sempre, ma puo'
capitare, necessita di un percorso in cui diventa necessario donarsi il
tempo per elaborare.
Per qualsiasi ulteriore spiegazione, sono qui.
Domenico
______________________________________________
Psicologo, progettista e formatore professionale
Web Personale - http://www.psicheserena.it
Web Aziendale - http://www.enap.lazio.it
Email - dobozza@tin.it - orientando@email.it - drbozza@tin.it
(a cura del Dott. Domenico Giuseppe Bozza - Psicologo, progettista e formatore professionale)
La Psicometria e le valutazioni psicodiagnostiche: obiettività e oggettività nell'utilizzo dei test e necessità di evitare una disumanizzazione dell'individuo.
(a cura del Dott. Domenico Giuseppe Bozza - Psicologo, progettista e formatore professionale)
Di Dio ci fidiamo;
tutti gli altri ci devono presentare dei dai.
(Anonimo)
Nessuna valutazione che si rispetti, relativa ad un essere umano, potrà essere la stessa se la persona oggetto di studio la si presenta a più esaminatori, in tempi differenti ed anche in contesti differenti.
Ecco il motivo per il quale, nel corso degli anni, si è sempre più ricorso a quella che oggi rappresenta una branca della psicologia e che prende il nome di Psicometria, anche se già a partire dagli antichi Greci essa esisteva (Boncori, 1993).
Espressione di questa vera è propria disciplina, che si propone di misurare i fenomeni psichici attraverso procedimenti scientifici, sono i questionari e i test: essi si stanno sempre più diffondendo, oramai non solo più nella pratica clinica, ma anche nel mondo del lavoro in generale (vedi i test di selezione per accedere ad un posto o nei concorsi pubblici).
Purtroppo, in molti casi, soprattutto i mass media, hanno disseminato il terreno proponendo e considerando i test e la psicometria come quasi fosse un gioco o per passare il tempo, alla stessa stregua della lettura di un oroscopo.
Occorre invece fortemente affermare che “un test psicologico è una misurazione oggettiva e standardizzata di un campione comportamentale”. Con questa illuminante frase, Anastasi (1976), sicuramente sottolineava l'importanza dell'utilizzo di uno strumento diagnostico, ma focalizzando l'attenzione sul caratteristica di oggettività e di standardizzazione dello stesso.
Come recita la frase di questo Autore, occorre che il metro da utilizzare sia dotato di una oggettività che si allontani dal rischio interpretativo cui qualsiasi essere umano potrebbe cadere.
Lo psicologo, è sicuramente la figura professionale in assoluto che maggiormente organizza e sceglie i test psicometrici più idonei al tipo di situazione che andrà ad analizzare.
Qui ci si vuole soffermare sull'estrema delicatezza da adottare nella gestione di tali strumenti, poiché attraverso essi spesso si decide anche della possibilità o meno che un individuo possa affrontare un lavoro a rischio.
E' innegabile, per esempio, che le forze di polizia, di qualsiasi tipo esse siano ed in qualsiasi settore esse operino, quotidianamente sono sottoposte a stress, pressioni, dispendio di energia e come il risultato che ne deriva possa inficiare più o meno pesantemente le prestazioni lavorative.
Ma è altrettanto innegabile che, allorquando si decida di analizzare minuziosamente e scientificamente lo stato psicologico e di personalità di un individuo, non si possa e ne si debba agire colpevolmente con superficialità.
Innanzitutto, lo psicologo, che è chiamato a valutare la performance di un soggetto, attraverso l'utilizzo di un test, non dovrà mai trascurare l'opportunità di un colloquio che spesso, poiché meno `freddo' e `sterile' rispetto ad un `pezzo di carta', permetterà il veicolarsi di una serie di emozioni che possono dissipare tanti dubbi ed incertezze.
Ma altresì lo psicologo, cosciente di essere lui stesso un essere umano, dovrà valutare nella più completa imparzialità ed obiettività ogni singolo soggetto, indipendentemente dal sesso, dall'età e da qualsiasi altro fattore che possa destabilizzarlo nel processo diagnostico.
Ancora. Uno psicologo, chiamato, possiamo dirlo, a decidere del destino lavorativo (e non solo) di una persona, deve scegliere strumenti dotati di quelli che tecnicamente rappresentano gli elementi fondamentali per raggiungere l'obiettività di un risultato. Sono 6, a tal proposito, le principali caratteristiche che deve avere un test per poter garantire una certa attendibilità (Bozza, 2006).
Nello specifico, un test deve essere fedele, valido, standardizzato ed obiettivo, calibrato; deve essere stato sottoposto ad un processo di campionamento su una popolazione che sarà risultata statisticamente significativa per quel dato ambito di indagine.
Per esempio, prendere 5 persone come campione in un `universo' di 50 persone permetterà di ottenere risultati meno attendibili, in termini di sicurezza valutativa, se lo stesso campione lo si prenderà da un `universo' di 10 persone.
Per l'operatore psicologo, l'affascinante mondo della testistica rappresenta oggi (ma lo sarà anche in futuro) una grande sfida. Sicuramente legata alla componente etica del lavoro che svolge.
Ma, così come un esaminatore, ad un certo punto, dopo aver interrogato numerose persone, perde verosimilmente l'obiettività nel dare giudizi ai candidati che si susseguono, lo psicologo può farsi aiutare dallo strumento test che non dovrà mai perdere la connotazione stessa per cui nasce: quella di misurare.
Lo strumento, insomma, dovrà essere gestito e non diventare il fine dell'indagine sul soggetto X quasi come tutto dipendesse da esso.
Bibliografia essenziale
Anastasi A., (1976), I test psicologici, Angeli, Milano
Boncori L., (1993), Teorie e Tecniche dei Test, Bollati Boringhieri, Torino
Bozza D.G., (2006), L'orientamento. Cervelli umani a confronto tra psicologia e servizi, La Sapienza, Roma
TERAPIA EMDR
Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari
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