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Beppe Tenti si racconta
Overland


La storia è lunga 41 anni!! Nel 1967 ho iniziato visitare il Mondo andando con un gruppo di 58 amici del CAI UGET di Torino al Kilimangiaro che abbiamo salito in 57. Un vero record. Avevo organizzato la spedizione in modo da far spendere il meno possibile ai partecipanti: 22 giorni per 280.000 vecchie lire (€150)!! Da quella prima salita ritornai con la voglia di cambiare mestiere:costruivo case per chi poi le rivendeva e faceva tanti soldi. Agli impresari solo le grane. Decisi di cambiare mestiere e creare una impresa ma per portare appassionati alpinisti e trekkinisti a visitare il Mondo che a quel tempo almeno per gli italiani era poco conosciuto: Kenya per il mare, New York per gli affari, Sud America e Australia per i nostalgici in visita ai parenti.
Al  Kilimangiaro ritornai ancora 19 volte e tutte fino alla vetta.
L'orizzonte perfettamente circolare il cielo blu, le stelle a mezzogiorno, la “Croce del Sud”, gli animali nei parchi, il sentiero faticoso, prima umido, scivoloso, poi sempre meno marcato fino ad arrivare il 3° giorno alla  Capanna Kibo a 4800mt.  E poi il balzo finale tra le rocce, frantumi lavici, e infine il bordo del cratere al colle del Leopardo da dove per cresta si arriva al Hururu Peak 5980mt. Il senso di assoluta libertà che il silenzio accentua all'infinito.
La fatica superata, la voglia di ritornare. Poi il Nepal, L'India, il Sud America, sempre con motivazione la salita alla vetta di qualche montagna o come in Himalaya i lunghi interminabili sentieri verso il confine con il TIBET. Gli alpinisti, proprio loro, i più audaci rompiscatole che esistano al mondo, indomiti contro la burocrazia dei paesi chiusi al transito, ma per loro sempre aperti per poter incassare le aliquote fissate in base alla altezza della Montagna. L'Everest 70 milioni di vecchie lire (€36.000) da dividere con un massimo di 7 persone, ma totali per un solitario come Reinhold Messner!!
Questa premessa deve preparare il lettore ad un ragionamento umano ma idealistico. Si, i soldi…..!! ma per realizzare quanto di meglio può aspirare l'uomo che ha la testa sul collo e desidera vivere la propria vita senza i fronzoli della inutile “moda”:in pace, senza le tormentate situazioni generate esclusivamente dal progresso in senso negativo che tende all'arricchimento materiale andando oltre il necessario. Questo limite mi è stato imposto dalla personale voglia di arricchirmi smisuratamente ma “dentro” non in Banca che purtroppo c'è e si sente…!! Proprio l'abitudine a superare le più straordinarie e pericolose situazioni umane, sociali, politiche che ho incontrato negli anni “eroici” dal 1967 in poi mi hanno lasciato una smisurata voglia di vivere ma senza troppe regole, senza troppi intoppi burocratici, sempre superabili con il buon senso e il sorriso sulle labbra. Dicono di me e dei miei amici che “siamo grandi!!” persone da invidiare,…irraggiungibili e tante altre belle frasi. Ma io mi sento “grande” perché ho imparato capire e convivere con gli altri, entrare nelle loro case, sedermi e cercare di far capire il mondo semplice di chi come me si avventura su sentieri ora molto transitati, ma all'inizio vere e proprie esplorazioni. Era il 1971 e con un gruppo di amici siamo in West Irian la parte Indonesiana della grande isola Papua Nuova Guinea. Territorio raggiunto da pochi missionari e noi che cerchiamo di seguire le orme di un predecessore che aveva scritto qualche anno prima il libro dal quale ho ricavato l'idea del viaggio: “Ritorno dall'età della pietra”il tedesco Henrich Harrer:alpinista scappato da un campo di concentramento inglese in India dov'era prigioniero durante la guerra nel 1945.
Di lui invidiavo la capacità, il coraggio, la forza contenuta nell'altro libro “Sette anni in Tibet” vissuti con il Dalai Lama a quel tempo ancora bambino e prima ancora, il libro “I Tre ultimi problemi delle Alpi” la scalata della parete Nord dell' Aigher in Svizzera con Heckmair - Vörg e Kasparek.
Una carovana di 18 persone capitate per pura follia su un prato da adibire successivamente a pista d'atterraggio di piccoli aerei utili alle missioni che andavano nascendo nelle vicinanze.
Cento e più uomini completamente nudi con solo una zucca sul pene fermata sotto i testicoli con una fibra d'erba, che per tenersi caldi la notte si passavano ortiche sulla pelle facendola arrossare e riscaldare. Ma dove siamo finiti? L'aereo se n'è andato e tornerà tra 20 giorni!! Il prezioso libro di Harrer ci viene in aiuto per trovare la direzione e il sentiero verso il Monte Carstenz  5010mt, la più alta montagna dell'Australia e dell'Oceania. Ma abbiamo cercato la forza per ridere di noi, quando mi fu posta la domanda: “quanto grandi erano da noi gli alberi per produrre frutti così grossi…!! Al personale della polizia indonesiana che il governo ci aveva affidato, cercavo di far tradurre loro che erano contenitori di plastica utili per preservare dall'acqua gli indumenti e le provviste…e non noccioli di enormi frutti!!
In Bhutan durante una esplorazione per fissare il percorso di un difficilissimo trekking parlando sempre per interposta persona della polizia che ogni Governo in questi casi manda con il gruppo, cercai di far capire a dei pastori di Yak che da noi è una favola non vera la presenza di un animale umano detto Yeti nelle loro foreste al confine con il Tibet!! Mi sentii rispondere che loro mai e poi mai possono immaginare e rendere vera la favola che le Montagne da noi bruciano, che le loro rocce fondono, che gli spruzzi infuocati salgono anche 1000mt in cielo!! Giusto anche questo, vista l'immobilità millenaria della catena montagnosa che mi stava sovrastando.
 Per arrivare a capire Overland bisogna essere edotti sul passato di chi l'ha pensato e voluto e che continua senza sosta a viaggiare.
Se non ti prende la pura, che la superi dominando la tua volontà, che vita è?
C'è da chiedersi quanta affinità ci sia con chi per mestiere lavora nella Polizia!!
Ma che vita sarebbe se non c'è lo stimolo per ricercare l'assassino, il frodatore, il bugiardo, il delinquente, il ladro, ecc o scortare i potenti??
Anche il cassiere di una Banca, o l'impiegato alle casse del Supermercato ha il suo momento di ricordo intenso non certo per aver contato mille volte biglietti da  €500 ma per essere stato oggetto di una brutta storia, qual'è una rapina. Sembra strano, ma ci può scappare il morto. E allora? Cambi mestiere? Ma non lo farà mai se è “tutto d'uno pezzo”; se è animato da quell'inconscio che regge la vita degli alpinisti, che sanno di correre il rischio della propria vita, ma che importa, il finale è di raggiungere la vetta o superare il difficile passaggio per procedere oltre senza curarsi minimamente di un eventuale disastro, perché in ognuno è più alto e comanda il senso ideale della vita “la conquista dell'inutile” così definita la vetta: ma è proprio in quel momento che si realizza la parte migliore della persona umana.
Avendo i piedi e la testa ben saldi su queste idee, per 28 lunghi anni ho vissuto tra la preistoria del West Irian, o dell' Amazzonia Venezuelana, tra gli Yanomami, oppure nel profondo medioevo del Nepal, del Bhutan, dell'India del Nord o del Pakistan e massimamente dell'Afghanistan. Tra gli Indios delle Ande, in Bolivia e in Perù su e giù per montagne, sentieri, attraversando villaggi dove il nostro medico passava in una giornata anche 40 pazienti alcuni portati a spalla per giornate intere, per essere curati o per ricevere un sorriso, che si prepara la mente a capire e convivere con gli altri siano essi Islamici, Arabi, Israeliani, Buddisti, Induisti, Cristiani, Cattolici, Animasti, Agnostici.
Mai un'arma, solo coltelli per sbucciare patate massimo 4 “dita” di lunghezza. Le zone del Mondo attraversato non hanno mai convinto nessuno di noi a munirsi di una pistola giocattolo.
Non fa parte del nostro modo di vivere. Alla polizia o agli accompagnatori che i Governi ci hanno affidato in varie parti del Mondo l'arma è risultata utilissima, ma per cacciare per esempio un Karibù tra gli eschimesi del Nord Canada, o in Messico dove Erasmo viaggiando a cavallo del suo stallone bainco con un preciso colpo di carabina a 100mt ha procurato la cena per tutti.
Overland nasce da una riflessione televisiva nel 1995. Ormai il mio Mondo a piedi, a cavallo, in barca, con cani e slitte si sta deteriorando a favore di gruppi di turisti che credono essere viaggiatori e invece sono maldestri ricercatori dello sfarzo, dell'opulento, della comodità, della prevaricazione, dell'idea di essere grandi perché hanno incontrato un Masai in un parco del Tanzania immaginando essere loro eroici personaggi, loro  che desiderano solo portare a casa la foto e la collanina che testimonia l'incontro “eroico”.


Il mondo di Oveland si apre nel 1995 dopo esperienze di viaggi con altri mezzi meccanici dovendo contenere la durata del viaggio stesso in limiti consentiti dalla vita oramai resa più interessante dalla famiglia che ha raggiunto il suo limite: una moglie e due figli (e c'è chi invidia gli islamici che possono disporre di 4 mogli e 16 figli!!).
Avevo iniziato nel 1985 a percorrere la Via della Seta da Venezia a Pechino, cercando di emulare Marco Polo del quale avevo fatto la controfigura nel film che la RAI stava producendo in quel periodo. Con 3 FIAT Panda 4x 4 un PM 40 4x 4 Iveco mi ritrovai a Venezia con 5 amici per iniziare un viaggio incredibile verso la Cina.
Il 1°maggio 1985 ero al confine tra Nepal e Cina (Tibet). Era la prima volta che mezzi europei passavano l'Himalaya per andare a Lhasa e a Pechino: un viaggio denso di difficoltà, di intoppi, di trappole, di inventiva, come il superamento dell'Iran che concede il permesso a 2 mezzi meccanici e 3 persone. Ma siamo in 5 con 4 mezzi!! Corrotto un camionista turco con licenza di transito in Iran, mettiamo nel cassone del camion, coperto con un telone, il PM 40 Iveco e nel cassone del PM 40 una Panda. Abbassato il telone e messi i piombi comprati al mercato nero, con rischio arresto ad ogni posto di blocco, arriviamo in Pakistan!! Adrenalina pura!! Le note di quel viaggio ricordano anche che dopo Lhasa la mia Panda viene affidata ad un agricoltore cinese perché la guidi fino in Quinghai la provincia che sovrasta il Tibet e porta nel Ghansu, verso Xian e Pechino. Dopo due ore di strada il poveretto che mai aveva guidato un mezzo al di fuori di un carro agricolo con mulo, per poco non finisce giù da un ponte. Preso per la giacca, fatto scendere dal posto di guida, messa la sua valigia a lato della strada, l'ho lasciato solo su quel ponte. Verso sera varcato il confine con il Quinghai e raggiunta Golmud seppi che era stato recuperato da un mezzo militare e io arrischiavo la prigione, ma finì diversamente e bene.
La grande sfida del 1989 è la conferma che la burocrazia è vulnerabile con i biglietti verdi americani. Con una macchina a quel tempo vecchia di 82 anni inizio con 16 amici uno storico viaggio che per la Itala vincitrice del 1° Raid della storia nel 1907 da Pechino a Parigi, rappresenta il secondo avvincente viaggio. La Itala lascia Piazza Tienanmen pochi giorni prima del massacro. Superare l'Himalaya dal deserto del Sinkiang al Pakistan passando per il Kungerab pass a 4900mt con la strada in costruzione è stata un'impresa senza precedenti. Poi il Pakistan di Benazir Bhutto, l'Iran di Komeini che morirà qualche giorno dopo l'uscita della Itala in Turchia. La risalita verso Mosca passando vicino al Mar Nero con ancora l'Unione Sovietica, la Polonia di Solidarnosh, il Muro di Berlino, l' Itala passa, il mondo cambia. Proprio a Mosca mentre i festeggiamenti per l'arrivo dopo 82 anni della vecchia macchina Itala sono all'apice e la banda saluta la carovana, parlando con gli amici russi che mi avevano aiutato ad arrivare dalla Turchia fino sulla piazza Rossa, chiedo loro se può essere immaginabile partire da Roma e andare a New York via terra. La risata è fragorosa ma l'idea che si profila è di un lavoro nuovo remunerativo e in più eccitante per la storia televisiva che immagino di raccontare:così sei anni dopo senza più il Muro di Berlino con la Polonia transitabile facilmente, scomparsa l'Unione Sovietica, la Russia si presenta sprovveduta all'arrivo dei 4 camion arancioni diretti a New York. Controlli pochissimi. Aiuti molti, massimamente per il gasolio artico fino a -70°, per noi cose mai viste e immaginate: fiumi, laghi, villaggi persi nel nulla di un inverno meno freddo del consueto che ci impedisce di attraversare lo stretto di Bering ghiacciato. La fantasia che ritorna a spolverare vecchie “tecniche” utili al procedere della carovana, già sperimentate in molte altre parti del Mondo. La fortuna di incontrare un pilota con equipaggio e con aereo cargo militare che senza permesso senza visti di notte in 3 voli trasferisce nel nord dell'Alaska i 4 camion e le 9 persone rimaste. Non era mai successo ma non succederà mai più!! Eccoci in America. Il viaggio prosegue fino a New York poi scende verso il centro America e il Sud America. Tutto facile??purtroppo no.
A Panama siamo assaliti da malavitosi che feriscono un autista, derubano un cameraman e picchiano il medico.
Poi la Colombia, Medellin, la foresta amazzonica, il traghetto verso il Perù lungo il Rio delle Amazzoni. Poi la Bolivia, Cile, Argentina. Quanti problemi, quanti ricordi, quante notti insonni!! Poi il traghetto dall'America all' Africa e inciampando in guai senza fine in Kenya, in Etiopia, nello Yemen dove rimediamo una fucilata, l'arresto in Siria e via verso Capo Nord. Poi è la volta del Portogallo che ci serve da punto di partenza per raggiungere Pechino stando sopra l' Himalaya. I nuovi stati: Turkmenistan, Uzbekistan, Tagikistan, Kazakistan, Kirghisitan. Il campo base dell'Everest, la Manciuria e Pechino. Come è cambiata la capitale della Cina da quando ero arrivato qui nel 1985 con le Panda!! Il ritorno via Vietnam, Laos, Kambodia, Thailandia, India, Bhutan, Nepal, Pakistan e arrivare ad affrontare la più grande incognita di tutti gli Overland:l'Afghanistan dei Talebani. Avuto il permesso di transito eccoci arrestati ben 6 volte. La lunga storia del salvacondotto firmato dal segretario di una delle persone più ricercate della terra. Poi l'Iran e l'Iraq di Saddam Hussein, la Giordania, la Palestina, Israele e la Macedonia, Pristina nel Kossovo. Poi la fuga senza visto verso la Serbia, per una improvvisa enorme nevicata. L'arresto, il processo, la condanna, la radiazione dalla Serbia per 12 mesi!! Poi Roma e finisce il 2° Millennio!! Siamo nel 2002 affrontiamo per l'Anno Internazionale della Montagna il giro del Mediterraneo salendo le montagna più alte di ogni nazione incontrata. Il deserto del Sahara, l'incidente fortunatamente non mortale, la tensione tra Algeria e Marocco che ci obbliga uscire in Mauritania prolungando il viaggio di quasi 4000km e così fino a casa. La soddisfazione di essere stati scelti nel Mondo per preparare il filmato di 12' per dare inizio all'Anno Internazionale della Montagna, nella sala grande delle Nazioni Unite a New York. La motivazione: “L'unica grande avventura dello scorso Millennio che ha raggiunto tutti i massicci montagnosi della terra.
Ma fermi non restiamo. Lo scorso anno ci riaffidano la Itala per onorare il suo 100° anno di vita. Questa volta al contrario da Parigi a Pechino sulle tracce di Scipione Borghese, Luigi Barzini, Ettore Guizzardi. Ed è proprio il programma di RAI UNO che vedrete durante i mesi di Luglio - Agosto di quest'anno. Guardandolo immaginate che per la macchina sono 100 anni di vita gloriosa ma per me e alcuni amici 41 anni di avventure, rischi e di libera scelta di vita.

(Beppe Tenti…2 Fine)